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Presto sulla Guida Extravoglio 2019!

Saremo presto sulle pagine della Guida Extravoglio 2019 con i nostri monocultivar Alba e Giacomì! Ce lo ha preannunciato l’ideatore e direttore della Guida, Piero Palanti, che ringraziamo per lo spazio e per le parole che ci dedica – anche qui sul suo profilo Facebook https://bit.ly/2MT26zR.

La Guida Extravoglio

Chi conosce la Guida Extravoglio sa bene di quale prodotto editoriale parliamo e del ruolo che ha conquistato nel mondo dell’extravergine. Vogliamo però spendere qualche parola in più per descrivere la Guida Extravoglio ai consumatori più attenti e curiosi che desiderano intraprendere un viaggio negli oli extravergine d’oliva accompagnati nel percorso da un sapiente Cicerone.

La Guida Extravoglio è una guida online oggi alla quinta edizione nata per presentare e raccontare in maniera competente e allo stesso tempo semplice e chiara gli oli extravergine d’oliva che il panel di assaggiatori considera meritevoli di citazione.

La Guida Extravoglio, con l’intento di essere uno strumento versatile per i consumatori, i ristoratori e i produttori, è pubblicata in italiano, inglese, francese e cinese, nella convinzione che l’olio extravergine d’oliva debba essere un prodotto per tutti e alla portata di tutti, da diffondere nel mondo.

Divisa per regioni la Guida è un vero e proprio viaggio alla scoperta degli oli extravergine d’oliva di pregio accompagnati da una precisa descrizione e da consigli sapienti sugli abbinamenti migliori.

Sulle pagine della Guida Extravoglio saranno presentati i nostri monocultivar Alba, da olive picholine, e Giacomì, da olive coratina, entrambi della campagna 2018/2019. Li abbiamo chiamati così in onore di Alba, la guida della Masseria Pezze Galere, che cura gli alberi e la produzione giorno per giorno, e di Giacomo. Per noi è uno dei nomi di famiglia e di tradizione: Giacomo Oronzo Semeraro ha portato qui, sulla nostra terra, nel 1859 i primi secolari; Giacomo Semeraro è il bisnonno che ha dedicato la vita all’uliveto e come lui si chiama il figlio di Alba e Franco, il futuro della Masseria.

Per Alba e Giacomì essere sulle pagine della Guida Extravoglio è un po’ come ricevere un bel primo piano firmato da un esperto autore per il ritratto di famiglia!

Masseria Pezze Galere – Booking Guest Review Award 2018

Siamo molto felici di comunicarvi che, per il secondo anno consecutivo, Booking ha premiato il nostro B&B “La Casina” con il suo Guest Review Award, il riconoscimento che la piattaforma concede solo alle strutture ricettive con un elevato livello di soddisfazione da parte degli ospiti.

Il voto medio delle recensioni quest’anno (9,9) è più alto rispetto al 2017 (9,7), e per questo ringraziamo tutti quelli che, partendo da ogni parte d’Italia e del mondo, hanno deciso di venire a trascorrere il loro soggiorno tra i nostri ulivi.

Eccovi, qui sotto, qualche commento di chi è venuto a trovarci:

L’acidità dell’olio EVO: facciamo chiarezza!

 

L’acidità? Non è un sapore né un odore!
Capita spesso che un consumatore prima di scegliere un olio extravergine d’oliva come compagno di tavola faccia qualche domanda sull’acidità. Ma soprattutto succede che la confonda con un sapore o con una sensazione legata alle caratteristiche organolettiche dell’olio. Nulla di più sbagliato! Quando si parla di olio, l’acidità è infatti un parametro chimico e non è percepibile dal nostro organismo.

La quantità di acidi grassi liberi. Ecco cosa è l’acidità.
Per intenderci: l’acidità misura la quantità di acidi grassi che si sono separati dal glicerolo. Come spiega il professor Alfredo Marasciulo meno acidi grassi si separano dal glicerolo, tanto più la molecola dell’olio è integra ed è bassa la sua acidità. Di solito, spiega, è molto contenuta l’acidità di un olio extravergine prodotto da olive sane e fresche, raccolte al giusto stadio di maturazione , lavorate con tecniche di trasformazione e conservazione corrette, ma soprattutto trasformate nel più breve tempo possibile che intercorre dalla raccolta. in tal modo non si incorre nel rischio di dare avvio a possibili fermentazioni che genererebbero aumenti di acidità nel prodotto finito.

Il sapore ACIDO è quello del limone o dell’aceto e non ha nulla a che fare con l’olio.
Uno dei parametri fondamentali per classificare un olio extravergine d’oliva è dunque l’acidità espressa in percentuale di acidi grassi liberi ( può avere al massimo lo 0,8% di acidità), bisogna tenerlo a mente: per valutare l’acidità di un olio serve unicamente l’analisi chimica, perché non si tratta di un sapore o di un odore. Per capirlo chiudiamo gli occhi. Dolce è una torta, salata la pizza, amara la birra. Acido è il limone o l’aceto. Non l’olio!

Come si chiama quindi quel gusto più o meno intenso che percepiamo quando assaggiamo un olio?
Amaro-Piccante. Questa è la espressione corretta che definisce ciò che molti confondono con l’acidità.
Come scrive il Dr. Marasciulo, forse attribuire un nome diverso a un parametro chimico così importante, avrebbe indotto in confusione meno consumatori abituati ad associare l’acidità a qualcosa di percepibile dalle nostre papille gustative. Ricordiamoci che non è così.


 

Come conservare l’olio extravergine d’oliva: 5 regole per mantenere la qualità a tavola

 

Produrre (o acquistare) un olio extravergine d’oliva di alta qualità non basta. É fondamentale saperlo conservare al meglio per mantenere inalterate le qualità organolettiche del prodotto, ossia il profumo e il sapore, e per preservarne le caratteristiche benefiche, legate alla presenza dei polifenoli. Non tutti, però, sanno stoccare l’olio o conoscono le piccole tecniche per mantenerlo al meglio, anche in casa. Così persino il consumatore più attento può interferire con la bontà dell’alimento nonostante sia un amante dell’evo. Ecco allora cinque regole d’oro per la migliore conservazione domestica dell’olio d’oliva.



1 – E luce (NON) fu. Attenti alle sorgenti luminose! L’olio extravergine d’oliva deve essere conservato al buio, lontano da fonti di luce naturale o artificiale. Ecco la ragione per cui i contenitori più adatti alla conservazione dell’olio sono in acciaio, come le latte nelle quali viene venduto, o in vetro scuro.


2 – Una bella temperatura! La temperatura ideale di conservazione dell’evo è intorno ai 15-16 gradi centigradi. Attenzione: al di sotto l’olio tende a solidificare!

3 – Fattore tempo. Il consiglio: meglio consumare il prodotto nel corso della campagna di raccolta. I 18 mesi che di solito vengono indicati dal momento dell’imbottigliamento come ottimali sono un periodo arbitrario, molto infatti dipende dalle caratteristiche dell’olio.



4 – Apri e mangia (anche con calma!). Qualunque contenitore in metallo o bottiglia scegliate per conservare l’olio, ricordate di richiuderlo dopo ogni uso. E in ogni caso vale un consiglio: prediligete contenitori adatti alla vostra velocità di consumo.


5- Antirabbocco, a me! Infine, quando andate al ristorante e volete gustare un olio extravergine di oliva davvero buono, controllate il contenitore con cui viene portato in tavola. Bandite le oliere, che generalmente non si lavano spesso, “pretendete” che l’olio venga servito in bottiglia sigillata dotata di tappo antirabocco. Del resto contesteremmo una bottiglia di acqua o di vino aperta? Certo che si. E perché con l’olio questo non accade? Non lo dice solo la Masseria Pezze Galere, ma la legge! (La numero 161 del 30 ottobre 2014, articolo 18)